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Cambiare operatore cellulare: portabilità per risparmiare ma anche truffe. Nuove regole 2013

Cambiamenti in vista nel 2013 per quanto riguarda la portabilità del numero di telefonia mobile, opzione che consente a milioni di utenti di poter “navigare” tra offerte, promozioni e sconti che gli permettono di risparmiare. Ma non sempre la portabilità significa convenienza, sono molte infatti le truffe e i giochi sporchi che si nascondono dietro la possibilità di scegliere tra i diversi operatori e le differenti tariffe o abbonamenti su cellulare.

Colpa di usi e abusi del libero mercato, che sia da una parte (quella delle compagnie) che dall’altra (gli utenti) consente salti a volte poco controllabili. I grandi colossi della telefonia italiana, TIM, Vodafone, Wind e 3, lamentano ad esempio di fronte all’Agcom la diffusa abitudine degli utenti di cambiare operatore per non saldare la bolletta al vecchio gestore, oppure la pratica di attivazione di nuove SIM a clienti fittizi che però dopo poche ore passano a un altro operatore per sfruttare le sue offerte. Per tutelarsi, le compagnie hanno dunque chiesto all’Agcom regole più chiare che non consentano questi passaggi “truffaldini”, obbligando l’utente al rispetto del contratto per almeno 30 giorni e del pagamento del saldo con il vecchio gestore prima di effettuare la portabilità.

L’Agcom sembra però volersi tirare fuori da queste dispute, rimandando gli operatori ai diritti che detengono in sede legale contro i clienti morosi; clienti che comunque devono essere tutelati dal punto di vista di una libera offerta della concorrenza, come imposto dalle normative UE. La stessa Agcom, di contro, ha appena pubblicato uno schema di delibera che segna un giro di vita nei contratti, imponendo agli stessi operatori di renderli più trasparenti, di eliminare quelli troppo lunghi e mettendo per la prima volta un limite temporale ai costi di recesso.

La delibera definitiva arriverà tra qualche settimana, e nel frattempo tutte le parti in causa sono chiamate a discutere di quella provvisoria; in questo momento però i margini tra le richieste delle compagnie e quelle delle associazioni dei consumatori sembrano essere ancora molto distanti; basti pensare che nel 2012 ci sono stati oltre cinquemila reclami contro gli operatori fatti pervenire dagli utenti al garante per le comunicazioni.