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IPhone 5: graffi e problemi rallentano produzione. Richiesti maggiori controlli

iphone 5: graffi e problemi rallentano produzione. richiesti maggiori controlli

Online compaiono le prime “offerte” di utenti che mettono in vendita il nuovo iPhone 5 a prezzi più alti anche di 100 euro rispetto a quello originale. È la diretta conseguenza della difficoltà a comprare nei soliti canali di vendita il nuovo e prezioso melafonino vista la carenza di disponibilità di esemplari nel nostro Paese. 

 
La distribuzione dei nuovi iPhone non ha avuto vita facile in Italia sin dall’inizio, quando a causa dei record di vendite dei primi giorni nel mercato USA, Apple è stata costretta a centellinare le consegne in Europa.
 
Ora i cellulari arrivati all’inizio sono quasi terminati e le nuove consegne sono altrettanto lente anche a causa di alcuni problemi che stanno rallentando la produzione. Tra questi, il principale è quello che riguarda graffi e rimozione di vernice nella scossa posteriore; fonti anonime vicine alla Foxconn, l’azienda produttrice, addossano la responsabilità proprio ad Apple e alla sua scelta di un particolare alluminio da utilizzare che comporterebbe il problema.
 
Dato il problema sono stati richiesti dalla Apple maggiori controlli sulla qualità del prodotto in uscita dalle fabbriche, con la conseguenza di un ulteriore rallentamento della produzione, provocato dal maggior numero di esemplari da scartare per rigenerarli. Da qui, l’allungamento complessivo delle consegne che sembra stiano risentendo anche dello sciopero che ha interessato i primi di ottobre 4000 dipendenti cinesi della Foxconn, esasperati dagli elevatissimi ritmi di produzione. Sciopero che l’azienda cinese si è affrettata a smentire con un comunicato, ma che è stato confermato dall’organizzazione no-profit China Labor Watch, aggiungo, se si sono lamentati in Cina per i ritmi frenetici vi lascio immaginare a che livello stavano lavorando gli operai.
 
Fatto sta che i continui ritardi, oltre al danno d’immagine, hanno provocato una rivisitazione dei dati stimati per le vendite del nuovo iPhone entro la fine dell’anno: si è passati così da 57 milioni preventivati all’inizio fino ai 49 milioni previsti attualmente. Conseguenza immediata a livello economico per la società di Tim Cook la perdita del 9% del titolo AAPL alla borsa americana: il che significa quasi 60 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione. Forse un rischio calcolato, ma è certo che a Cupertino, in questi giorni, si lavora alacremente per tornare a numeri più soddisfacenti.