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Referendum, aumentano le firme contro indennità parlamentari. Ma le TV tacciono ancora

Inutile negarlo, c’è poca chiarezza intorno alla raccolta firme per il taglio dell’indennità dei parlamentari italiani. Se da una parte è innegabile l’interesse da parte della cittadinanza, dall’altra occorre registrare il sostanziale silenzio della maggior parte dei tradizionale mezzi di informazione cartacea e televisiva. Per ovvi motivi di interesse, tacciono partiti politici e sindacati. E su questa iniziativa alleggia lo spettro della possibile invalidazione delle sottoscrizioni raccolte a causa del mancato rispetto dei tempi per la loro raccolta e successiva consegna.

Di banchetti lungo le strade se ne vedono poche. E anche nei municipi italiani la situazione non appare molto fluida. Eppure stando a vedere le tante informazioni che circolano sul web e, in particolare, su blog, forum di discussione e siti di social network, il successo di questa iniziativa sembra travolgente. Se il quesito referendario venisse ammesso e dovesse vincere il sì, il risparmio per le casse dello Stato sarebbe di circa 48.000 euro all’anno per ciascuno dei circa 1.000 parlamentari.

In questi giorni di incertezza, si registra una significativa nota ufficiale dell’amministrazione comunale di Cesena in seguito alle tanti sollecitazioni da parte di cittadini interessati a sottoscrivere la proposta. Viene specificato come l’unico referente responsabile della raccolta delle firme e legittimato ad assumere le decisioni in merito, fra cui la stampa dei moduli per le sottoscrizioni, sia il comitato promotore. In buona sostanza, presso il Comune romagnolo è stato possibile raccogliere solo 50 firme, le sole che può contenere l’unico modulo stampato dai promotori.

La situazione sembra quindi paradossale poiché, stando a quanto si legge nella nota, il Comune "non potrebbe in alcun modo procedere in via autonoma a stampare moduli". Da qui l’invocazione di un "segno d’attenzione" da parte del Comitato promotore del referendum "certi che lo stesso sforzo compiuto - attraverso i mass media nazionali - per promuoverlo, possa caratterizzare un impegno organizzativo almeno utile a farci giungere moduli dei quali oggi siamo sprovvisti. Gli uffici comunali sono quotidianamente a disposizione dei cittadini e non è certo gradevole sentirsi indicati come coloro che non stanno garantendo collaborazione. Suggeriamo anzi ai cesenati interessati alla sottoscrizione della proposta referendaria, a inviare mail e lettere al Comitato promotore di questo referendum, sollecitando l’invio dell’apposita modulistica".